Sviluppare soluzioni ICT mediante l’apprendimento automatico
Modulo ufficiale del piano di formazione CFC ICT 2024 — 5 competenze valutate.
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Competenze valutate
Cosa devi saper fare
Creazione e manutenzione di dati digitali
c1: Identificare e analizzare i dati e sviluppare modelli di dati
Gli informatici e le informatiche analizzano dati provenienti da diverse fonti di dati e li raggruppano in un modello di dati adeguato: a seconda del mandato, ricevono dati provenienti da diverse fonti di dati strutturate o non strutturate. Esaminano dapprima i dati prima di classificarli secondo il modello 4V (volume, varietà, velocità, veracità). Successivamente, analizzano i dati riguardo alla loro precisione, concisione e incoerenza e li puliscono se necessario. In un’ulteriore tappa, raccolgono, a partire dalle forme di analisi esistenti (rapporti), indicatori/punti di riferimento per la creazione del modello. Definiscono, secondo il tipo di dati, casi di test appropriati per l’esattezza dei dati così come una struttura adeguata per i dati puliti. Infine, normalizzano il modello di dati e lo rappresentano in una forma appropriata.
c3: Pianificare, implementare e documentare la sicurezza e la protezione dei dati per soluzioni ICT
Gli informatici e le informatiche pianificano misure relative alla sicurezza e alla protezione dei dati, le implementano e le documentano: identificano dapprima i dati sensibili e li categorizzano. Modellano poi i dati sensibili secondo il principio di Privacy by design. Chiariscono i meccanismi di protezione necessari secondo la sensibilità dei dati e li qualificano. In questo contesto, tengono conto del quadro legale (RGPD tra gli altri) e lo applicano in funzione della situazione. Su questa base, elaborano un concetto di sicurezza dei dati e di ruoli conformemente al mandato, lo documentano e lo attuano (p. es. creare un backup, implementare le autorizzazioni di accesso, cifrare i dati).
c4: Elaborare dati a partire da dispositivi di archiviazione di dati digitali
Gli informatici e le informatiche analizzano i dati a partire da dispositivi di archiviazione di dati digitali e li elaborano: importano dapprima i dati in un software di analisi appropriato. Procedono poi a un’analisi esplorativa dei dati e identificano gli eventuali errori di dati. Verificano la validità dei dati elaborati per campionamento. Confrontano poi i metodi di elaborazione e le forme di rappresentazione consolidate e le valutano. Su questa base, scelgono forme di rappresentazione adatte e le applicano (p. es. «logaritmare» e non rappresentare in modo lineare delle dipendenze non lineari). Infine, mettono a disposizione i dati in forma anonimizzata (p. es. per casi di test).
Sviluppo di applicazioni
g4: Elaborare varianti di attuazione di un’applicazione e sviluppare la soluzione sul piano concettuale
Gli informatici e le informatiche elaborano varianti di attuazione di un’applicazione e sviluppano un concetto di realizzazione per la variante scelta. In questo contesto, lavorano in stretta collaborazione con la loro squadra e con gli stakeholder: con bozze e descrizioni, presentano dapprima le varianti fondamentali in relazione alla loro implementazione (p. es. tecnologie, componenti, framework, librerie, sistemi). Congiuntamente con gli stakeholder rispettivi, stabiliscono un’analisi di utilità comprensibile delle diverse varianti con criteri decisionali pertinenti e valutabili. Sulla base dell’analisi di utilità, consigliano lo stakeholder nella sua presa di decisione al fine di fargli adottare la soluzione ottimale. In tal modo, vegliano affinché la soluzione sia difendibile sui piani etico e legale. Infine, verificano la variante scelta, eventualmente in forma di analisi di fattibilità (→ a3).
g6: Verificare la qualità e la sicurezza delle applicazioni e delle interfacce
Gli informatici e le informatiche verificano la qualità e la sicurezza delle applicazioni e delle interfacce sulla base di concetti di test. Garantiscono in tal modo che le applicazioni siano implementate conformemente alle esigenze e gli errori soppressi, e che l’applicazione sarà convalidata per la messa in produzione: stabiliscono dapprima un concetto di test in cui descrivono l’ambiente di test dell’applicazione con le indicazioni pertinenti (p. es. sistema, attore, dati, utenti, autorizzazioni). Definiscono poi i tipi di test che saranno utilizzati (p. es. unit test, test di accettazione degli utenti, test di integrazione, test di carico/performance o test di sicurezza). Su questa base, determinano i mezzi di test appropriati. Descrivono poi i casi di test (test case) in relazione ai casi d’uso (use case) e alle esigenze. In tal modo, adottano diversi angoli di approccio (p. es. valori limite, situazioni di errore). Si assicurano che i casi di test definiti siano completi e coprano le esigenze funzionali e non funzionali. Infine, eseguono i test, annotano i risultati e sottopongono i difetti rilevati a correzione.
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